Aforisma del giorno:
Le illusioni sono il mezzo che la mente ha escogitato per avvicinarsi a Dio
Pensiero della notte:
La verità non è altro che un procedimento, mezzo e non fine, che vive nell'instabilità, nell'unica realtà ogettiva di una realtà ogettiva sempre mutevole in transito tra la soggetività e l'impernanenza, della durata massima di un battito di ciglia, tra il continuo incedere di annulamento e conferma, alla saturazione per limiti fisiologici e temporali
Bazar
Luci di luce a zig zag,
abbagliato il senso (era culla)
ora smembrato,
in cuccioli d’uomo,
ora vaganti
verso letti, sparpagliati
nel mondo
è così fragile e fradicio
giochi di vuoti e di luci ed ombre
e specchi
la mente noncurante, ha macinato
il terreno
saturando agrodolci buchi neri
dandogli un nome
un peso
un prezzo
vedo e percepisco, non sento
ma fluttuo tra i segni
segni che baciano
con schiocchi e risacche
accarezzano sempre
nella danza della mantide
gli ideali, poveretti, hanno storpiato
capite
giustificato la morte quotidiana di qualcosa
spento i fiori di notte all’oscuro
si muove
goffo e sgraziato
un buffo fagotto di lana
vestito di orpelli lacerati
e ninnoli d’oro
sotto un sole cocente e intirizzito
next please next
parole sul quadro "L'alieno" di Amelia Salladini
http://www.salladini.altervista.org/foto8.htm
Si osserva, intrappolati
in un corpo arreso al mondo, non più nostro
in una lacrima che la bocca assapora presto
disteso tra i colori
sporcato
da vicissitudini allontanato
tutto scorre davanti,
come un fiume ineluttabile
di tinte uniche acceso
spento in sé stesso
a frotte verso l’orizzonte disegnato
da mani cresciute germinanti di boccioli al vento
curandosi
del proprio male
pietra solitaria ingoiata per destino
vedo le traiettorie delle persone
parallele al mio cuore,
battono distanti
e ci si nutre di brividi
carichi di una luce fioca
salvifici hanno imparato a cullarci
amando questi cieli,
grigio immobile
buttati sulla terra in ombre di piccoli gesti nostri
si
sublima
Roboante quest’aria sospinge la barca cheta
verso lidi di esaltazione
per sfuggire alle leggi esiziali della noia e degli abbagli
palpito immortale che muore e rinasce sempre diverso
la vita con pelli di ferite ed eroici sguardi che languono d’aria
nell’angolo rannicchiata Luna conta i secondi
ad ingoiarli, senza peso, sospesa nel futuro che la sua mente addobba
innamorata di ciò che non è e vorrebbe essere
Un bagliore dal fondo uccide il momento
Sobbalzano gli occhi
danzano al ritmo delle domande abbozzate
Quelle che ti hanno rubato il tempo e prolungato dentro il mondo
Cos’è, cos’è, sono io?
Dipinge Luna lo scenario, il rosso carnoso di un bacio
E il verde accecante di una giornata di primavera
Scorre al rallentatore la riesumazione di ciò che era stato perso
Asfissiante ai fianchi, alla lingua
Ti impone una laconica resa d’intenti
Appoggio la mano al tavolo carico nella bocca di saliva
Con quelle mani ciondolanti ed un sorriso che rinuncia per diserzione a dire qualcosa
Deglutisco l’ultima illusione
Pronto al suolo, alle sue mattonelle noiosamente geometriche
con l’aplomb del perdente che sa dove rifugiarsi
e perso nella catarsi che salva la situazione
scompaio oltre il dispiegarsi delle cose
Luna, dolce Luna
Paure hanno amplificato la prigione della vita
L’hanno denudata come si fa con le verità e le giornate di sole amico
Non piangere il nulla che un giorno ti cullerà
Schivando gli sguardi che recidono le corde della tua altalena
Tuoni immortali ti attraversano e incrociano al centro della tua benevolenza
Dormi un solo secondo, dormi
Sentirai uccelli schernire il buio ed inghiottirlo nei loro stomaci sempre pronti
La luce rincorre uomini e donne dentro questa stanza
Loro così belli, loro così intenti ad esserci e mischiarsi
Cadono le certezze in gola e sarà sempre troppo tardi
Ho il cuore disegnato da una mano assassina
batte distante dal porto
Con la veemenza di un neon balbettante e inviperito
Nel continuo rinascere leggermente diverso, sempre uguale in fondo
Solo disposto diversamente
Mangio aria sorrisi e corpi di donna altisonanti e lisergici
L’abisso scavato è terra da bruciare Luna
Tutto quello strisciare, quel cercare la nota giusta
Coltivare piante nel profondo dell’animo
Non addolcisce più
Non crescono più
Urgono rasoiate sicure ed impavide
A strappare l’assenza e la distanza
Io, Io
vivo tutto di un getto come inchiostro lanciato su carta
Mi sovviene il tuo sguardo ignoto
E colpisce dove non mi conosco
Dove ancora luce cerca di germinare per poi morire in un suicidio glorioso
Ogni istante sacrificato al progetto ultimo di esplosione
Bicchieri scintillano e si infrangono tra di loro
Rumore, dolce diafano di sottofondo alla visione pronta a lasciarmi
Malvagia e magnetica come sempre
Luna, incomprese le tue mani, le tue fradice parole di vita in fuga
I tuoi occhi fissavano le navi inseminare il mare
C’erano vento e foglie secche nell’aria
Le mie scarpe giocano a disporsi alla battaglia
Gli incubi sono sempre alle porte e non suonano mai
Ma oggi tralascio, sono creta tra le lance, vomito il dolore
La vita è troppa per essere contenuta nel nostro boccale
tracima e scappa e sfugge e non ritorna
Luna,
Fedele a ragioni che solo te hai coltivato certa nell’incertezza
Sorridi di fronte al baratro pronta ad essere inghiottita
Il ricordo della condivisione totale
di quanto la felicità possa essere solo il risultato della nostra resa all’insoddisfazione
O, forse, il comodo letto sperato dove i nostri sensi cercano ristoro
Ciechi guerrieri che cercano la bellezza raccontata
E quel fottuto sogno che ci ha bruciati
Una sigaretta tra le mani si corica
verso l’alto
e sembra fissare il vuoto
parlare
Come può, ovviamente
Luna, finalmente alzi il capo alle nostre fauci
Non ti vediamo mentre diventi improvvisamente sporca di noi
Qualcosa ti ha distratto dal tuo vivere sotto,
fuori nella terra fertile ti riaffacci
Luna, il passato ha cambiato pelle e sorregge l’ipotesi di un destino
Dove per ogni delusione si staglia il prezzo della verità
E del puro
Sono immobile come il fiore nel deserto
Con spine appuntite pronte e tremolanti
Luna ci sono
Luna ti sono dentro
Ci sono, non ci sono
esisto, non esisto
scrivo, non scrivo
rifletto, non rifletto
guardo, non guardo
respiro, non respiro
tornerò, non tornerò
…errare è umano
perseverare è diabolico
perdonare chi persevera è divino
perseverare ad essere divini è errato…
Tra la paglia mi vedesti bruciare
le orme di spiriti (e Dei),
asserire alla morte
lapidi di scie nel cielo, si vedevano,
a palmi schiusi
in congiunzione ai semi di futuri
sterili e leggeri
L’estate di valigie in mano
sotto capanne e cieli e prati di fortuna
improvvisato il mio scheletro
l’amore sana
non sana rappresentazione di bisogni
E viatici dorati al nullo vagare muti,
verso lo schianto
mi prendesti e mi ripresi
come da regole alchemiche
di pesi specifici
sguardi che hanno scalfito lo scalfibile
ed ora dormienti gatti stanchi
della campagna
pochi scalini per noi,
ad elica la scala
la vista è lontana, sull’attico
si carpiscono odori e forme
e vuoto mi ritrovo
solo con il fardello dei miei sogni
piegato alla luna a contarmi
assorbire
espirare
mangiarmi lungo le nervature
Elogio dell’inarrivabile
Le lunghe battigie
campi di vite in sussulto
nel loro sapore
di orme immortali
rinverdiscono occhi, occhi alla deriva
dove mondi si ergono
uccidono
banalità di vedute stanche
il pathos soffuso,
come granelli lenti,
germinanti
alla portata di narici pallide
placide nell’estasi
nel volo del gabbiano che costudisce i segreti
Terre di approdo
di calma, veemenza e vaniglia
Poggia la torre sul mare,
bacio di dama fatale
serba in ritrosia, scenografica mente imperterrita
l’arrembaggio al cuore
Si muove il vento, furtivo, intimo
poi piove
ed è tutto più vicino
Pensiero del giorno:
Il problema di questa società è che si preferisce il culto della persona a quello della personalità
Aforisma del giorno:
Gli ideali sono come le donne. Bisognerebbe non tradirle e continuare a parlare con altre
Pensiero del giorno:
Se assumiamo l’incoerenza come coerenza all’incoerenza, allora la coerenza è possibile
Aforisma del giorno:
La cultura è come un vasetto di yogurt. Bisogna ricordarsi che scade e che il resto è riutilizzabile