Sedimentazioni neuronali

CHI SONO

Utente: AlessandroBoh
Nome: Alessandro Bertacco

Commenti recenti

Anake in La morte del cerchio...

Archivio

oggi
--- 2008 ---

Categorie

aforismi
poesia
pose

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 17 ottobre 2008

La morte del cerchio
 
Scosceso il dirupo, a picchi emozionali
Vergine nuovamente e da conquistare
ci appariva selvaggio,
sterminato e disperso
il divenire che ci piace
ci uccide indolore,
nei punti giusti
Le insenature sputavano parole,
e avvolgente accoglienza
le onde sotto, ai lati
possedevano e riempivano gli spazi
 
malamente, o fortunatamente
ci si disegnava ignari dentro al cerchio
inconsapevoli anche questa volta
divorati da noi stessi
rimanendo d’immobile per necessità
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 10:01 | link | commenti (8)
categorie:
lunedì, 29 settembre 2008

Puntini
 
Il mare un rosario sgranato riempiva le vene
a geometrie e curve ed embrioni di uomini infiniti
uno schema alterno lento come la luce di notte
ho gli occhi come centro del mondo
 
Poi dopo
come le onde si scompare
si muore suicida sulle spiagge, eleganti nell’espellersi
tra le conchiglie e fradici legni da corredo funebre
E come niente fosse, un’altra onda
arriva
E un'altra storia
incomincia
Macchiata di bianco, gravida nel vuoto
un po’ più su, più inclinati e contorti verso altri angoli
Mi sembra, è tutto
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 14:18 | link | commenti (5)
categorie:
venerdì, 19 settembre 2008

La donna blu
 
La morale fu reinventata, come giusta prigione, dolce
umida alla morale
 
detti gli occhi, sezionate le mani
 
una lingua invadeva il mondo,
rendendolo bianco e cieco
perché il tempo e lo spazio…ed erano sterili punti
che si scioglievano
gioco infantile d’incastri
 
oggi madame soffoca l’inutilità
 
la esplode
di esplosioni
microfratture lungo le nervature di un manichino
sterile e perso ancora più
pulito, come i fottuti
fiori bianchi di montagna
 
un non esisto, d’ensemble improvviso
arrivava a lambire
striscia la vita, uccidila ancora
pura gioia nell’attorno stretto al corpo
come aria carne al sole
si contorce
l’anima sente
cola intrepido il seme
pelle regina e pianista e libellula lasciata
essere avere stare non dire vedere da dietro
cadere riempire e muoversi muovere, salire
sparire incedere ampio brutale nutrirsi di quel divenire

postato da: AlessandroBoh alle ore 15:34 | link | commenti (3)
categorie:
lunedì, 15 settembre 2008

Aforisma del giorno:

Le illusioni sono il mezzo che la mente ha escogitato per avvicinarsi a Dio

 

Pensiero della notte:

La verità non è altro che un procedimento, mezzo e non fine, che vive nell'instabilità, nell'unica realtà ogettiva di una realtà ogettiva sempre mutevole in transito tra la soggetività e l'impernanenza, della durata massima di un battito di ciglia, tra il continuo incedere di annulamento e conferma, alla saturazione per limiti fisiologici e temporali


postato da: AlessandroBoh alle ore 21:13 | link | commenti
categorie:
venerdì, 12 settembre 2008

Flash
 
Il piacere ci sanava, a piccole punture
Ridevi del solletico,
di vecchie pubblicità
 
di occhi grandi ed invitanti come l’abisso
il fallimento dimenticato
obliterato al mattino, e riposto nel taschino
semplice e banale che si sgozzano
alle prime luci dell’alba
siamo soli
povere scatole per ricordi
contenitori di emozioni mai esistite
ne vedo gli spazi vuoti
e penso a quelle giostre vuote
che girano
si piegano
e spariscono inghiottite dalla notte
 
smembrami
vorrei dire
in cinque dolci minuti
lunghi come questa poesia
 
sii colla ed ago e frusta
e tenaglia
pallida luce
di dimora l’ovunque
accasato sull’albero osservo il divenire dei voli
 
ridevo da solo
sperando piano piano piano
il tuo vedermi
 
non voglio mai cambiare
solo recuperare
quel suono
di ali sbattute leggermente
lontano dalla terra
dal sole
 
e finire addormentato, in un punto lontano della mia mente
 
 
 
 
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 12:18 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 27 agosto 2008

Luza Baluz
 
lo scroscio cadeva dal cielo
a punte d’ago ricurvo
arrivava
dal dovunque
Onde rotonde e quadre e gorghi
una figura nebulosa, a mille tentacoli
e lingua calda
e ci si riparava alla buona, stretti nei nostri vestiti
fradici di noi
e del pianto delle cose cadute a male
 
la pulsione si spargeva
sui viottoli
incrociate al nostro gemere,
tra i tralicci magnetici
e sghiribizzi astratti
un assedio di intenti e voleri
sulle tavole alchemiche si combatteva una battaglia
l’immagine del vento che spazza la campagna
la possiede e l’abbandona
seducente
nel suo disordine naturale
 
il sussulto si espandeva,
stella marina mai sazia
amputare
riordinare
mangiare piano i bocconi
d’ ossigeno esploso
 
Un riposo coricato a mezz’aria
 
 
 
 
 
 
 
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 16:54 | link | commenti (4)
categorie:
sabato, 23 agosto 2008

Aforisma del giorno:

Il mondo è bello perchè lo sognamo migliore


postato da: AlessandroBoh alle ore 11:08 | link | commenti (3)
categorie: aforismi
martedì, 19 agosto 2008

Bazar

 

 

Luci di luce a zig zag,

abbagliato il senso (era culla)

ora smembrato,

in cuccioli d’uomo,

ora vaganti

verso  letti, sparpagliati

 

nel mondo

 

è così fragile e fradicio

giochi di vuoti e di luci ed ombre

e specchi

la mente noncurante, ha macinato

il terreno

saturando agrodolci buchi neri

dandogli un nome

un peso

un prezzo

 

vedo e percepisco, non sento

ma fluttuo tra i segni

segni che baciano

con schiocchi e risacche

accarezzano sempre

nella danza della mantide

 

gli ideali, poveretti, hanno storpiato

capite

giustificato la morte quotidiana di qualcosa

spento i fiori di notte all’oscuro

 

si muove

goffo e sgraziato

un buffo fagotto di lana

vestito di orpelli lacerati

e ninnoli d’oro

 

sotto un sole cocente e intirizzito

next please next

 

 

 

 

 

 


postato da: AlessandroBoh alle ore 10:51 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 13 agosto 2008

parole sul quadro "L'alieno" di Amelia Salladini

http://www.salladini.altervista.org/foto8.htm

 

Impressioni di una giornata al limite del mondo

 

Si osserva, intrappolati

in un corpo arreso al mondo, non più nostro

in una lacrima che la bocca assapora presto

disteso tra i colori

sporcato

da vicissitudini allontanato

tutto scorre davanti,

come un fiume ineluttabile

di tinte uniche acceso

spento in sé stesso

a frotte verso l’orizzonte disegnato

da mani cresciute germinanti di boccioli al vento

 

curandosi

del proprio male

 

pietra solitaria ingoiata per destino

vedo le traiettorie delle persone

parallele al mio cuore, 

battono distanti

e ci si nutre di brividi

carichi di una luce fioca

salvifici hanno imparato a cullarci

 

amando questi cieli,

grigio immobile

buttati sulla terra in ombre di piccoli gesti nostri

si

sublima


postato da: AlessandroBoh alle ore 11:08 | link | commenti
categorie: poesia
venerdì, 08 agosto 2008

Due

 

Roboante quest’aria sospinge la barca cheta

verso lidi di esaltazione

per sfuggire alle leggi esiziali della noia e degli abbagli

palpito immortale che muore e rinasce sempre diverso

la vita con pelli di ferite ed eroici sguardi che languono d’aria

 

nell’angolo rannicchiata Luna conta i secondi

ad ingoiarli, senza peso, sospesa nel futuro che la sua mente addobba

innamorata di ciò che non è e vorrebbe essere

 

Un bagliore dal fondo uccide il momento

Sobbalzano gli occhi

danzano al ritmo delle domande abbozzate

Quelle che ti hanno rubato il tempo e prolungato dentro il mondo

Cos’è, cos’è, sono io?

 

Dipinge Luna lo scenario, il rosso carnoso di un bacio

E il verde accecante di una giornata di primavera

Scorre al rallentatore la riesumazione di ciò che era stato perso

Asfissiante ai fianchi, alla lingua

Ti impone una laconica resa d’intenti

 

Appoggio la mano al tavolo carico nella bocca di saliva

Con quelle mani ciondolanti ed un sorriso che rinuncia per diserzione a dire qualcosa

Deglutisco l’ultima illusione

Pronto al suolo, alle sue mattonelle noiosamente geometriche

con l’aplomb del perdente che sa dove rifugiarsi

e perso nella catarsi che salva la situazione

scompaio oltre il dispiegarsi delle cose

 

Luna, dolce Luna

Paure hanno amplificato la prigione della vita

L’hanno denudata come si fa con le verità e le giornate di sole amico

Non piangere il nulla che un giorno ti cullerà

Schivando gli sguardi che recidono le corde della tua altalena

Tuoni immortali ti attraversano e incrociano al centro della tua benevolenza

Dormi un solo secondo, dormi

Sentirai uccelli schernire il buio ed inghiottirlo nei loro stomaci sempre pronti

 

La luce rincorre uomini e donne dentro questa stanza

Loro così belli, loro così intenti ad esserci e mischiarsi

Cadono le certezze in gola e sarà sempre troppo tardi

 

Ho il cuore disegnato da una mano assassina

batte distante dal porto

Con la veemenza di un neon balbettante e inviperito

Nel continuo rinascere leggermente diverso, sempre uguale in fondo

Solo disposto diversamente

Mangio aria sorrisi e corpi di donna altisonanti e lisergici

L’abisso scavato è terra da bruciare Luna

Tutto quello strisciare, quel cercare la nota giusta

Coltivare piante nel profondo dell’animo

Non addolcisce più

Non crescono più

Urgono rasoiate sicure ed impavide

A strappare l’assenza e la distanza

 

 

Io, Io

vivo tutto di un getto come inchiostro lanciato su carta

 

 

Mi sovviene il tuo sguardo ignoto

E colpisce dove non mi conosco

Dove ancora luce cerca di germinare per poi morire in un suicidio glorioso

Ogni istante sacrificato al progetto ultimo di esplosione

Bicchieri scintillano e si infrangono tra di loro

Rumore, dolce diafano di sottofondo alla visione pronta a lasciarmi

Malvagia e magnetica come sempre

 

Luna, incomprese le tue mani, le tue fradice parole di vita in fuga

I tuoi occhi fissavano le navi inseminare il mare

C’erano vento e foglie secche nell’aria

 

 

Le mie scarpe giocano a disporsi alla battaglia

Gli incubi sono sempre alle porte e non suonano mai

Ma oggi tralascio, sono creta tra le lance, vomito il dolore

 

La vita è troppa per essere contenuta nel nostro boccale

tracima e scappa e sfugge e non ritorna

 

Luna,

Fedele a ragioni che solo te hai coltivato certa nell’incertezza

Sorridi di fronte al baratro pronta ad essere inghiottita

 

Il ricordo della condivisione totale

di quanto la felicità possa essere solo il risultato della nostra resa all’insoddisfazione

O, forse, il comodo letto sperato dove i nostri sensi cercano ristoro

Ciechi guerrieri che cercano la bellezza raccontata

E quel fottuto sogno che ci ha bruciati

 

Una sigaretta tra le mani si corica

verso l’alto

e sembra fissare il vuoto

parlare

Come può, ovviamente

 

Luna, finalmente alzi il capo alle nostre fauci

Non ti vediamo mentre diventi improvvisamente sporca di noi

Qualcosa ti ha distratto dal tuo vivere sotto,

fuori nella terra fertile ti riaffacci

 

Luna, il passato ha cambiato pelle e sorregge l’ipotesi di un destino

Dove per ogni delusione si staglia il prezzo della verità

E del puro

 

Sono immobile come il fiore nel deserto

Con spine appuntite pronte e tremolanti

Luna ci sono

Luna ti sono dentro

 

 


postato da: AlessandroBoh alle ore 13:34 | link | commenti (3)
categorie: poesia
martedì, 08 luglio 2008

Ci sono, non ci sono

esisto, non esisto

scrivo, non scrivo

rifletto, non rifletto

guardo, non guardo

respiro, non respiro

tornerò, non tornerò


postato da: AlessandroBoh alle ore 12:14 | link | commenti (8)
categorie: pose
venerdì, 04 luglio 2008

 

 …errare è umano

perseverare è diabolico

perdonare chi persevera è divino

perseverare ad essere divini è errato…

 


postato da: AlessandroBoh alle ore 11:06 | link | commenti (4)
categorie:
mercoledì, 02 luglio 2008

La dinamica delle foglie

 

Tra la paglia mi vedesti bruciare

le orme di spiriti (e Dei),

asserire alla morte

lapidi di scie nel cielo, si vedevano,

a palmi schiusi

in congiunzione ai semi di futuri

sterili e leggeri

 

L’estate di valigie in mano

sotto capanne e cieli e prati di fortuna

improvvisato il mio scheletro

l’amore sana

non sana rappresentazione di bisogni

E viatici dorati al nullo vagare muti,

verso lo schianto

mi prendesti e mi ripresi

come da regole alchemiche

di pesi specifici

sguardi che hanno scalfito lo scalfibile

ed ora dormienti gatti stanchi

della campagna

 

pochi scalini per noi,

ad elica la scala

la vista è lontana, sull’attico

si carpiscono odori e forme

e vuoto mi ritrovo

solo con il fardello dei miei sogni

piegato alla luna a contarmi

assorbire

espirare

mangiarmi lungo le nervature

 

dannatamente sottile mi insegui

postato da: AlessandroBoh alle ore 15:53 | link | commenti (1)
categorie: poesia
lunedì, 30 giugno 2008

Elogio dell’inarrivabile

 

Le lunghe battigie

campi di vite in sussulto

nel loro sapore

di orme immortali

rinverdiscono occhi, occhi alla deriva

dove mondi si ergono

uccidono

banalità di vedute stanche

 

il pathos soffuso,

come granelli lenti,

germinanti

alla portata di narici pallide

placide nell’estasi

nel volo del gabbiano che costudisce i segreti

Terre di approdo

di calma, veemenza e vaniglia

 

Poggia la torre sul mare,

bacio di dama fatale

serba in ritrosia, scenografica mente imperterrita

l’arrembaggio al cuore

 

Si muove il vento, furtivo, intimo

poi piove

ed è tutto più vicino


postato da: AlessandroBoh alle ore 16:57 | link | commenti (4)
categorie: poesia
giovedì, 26 giugno 2008

Pensiero del giorno:

Il problema di questa società è che si preferisce il culto della persona a quello della personalità

 

 


postato da: AlessandroBoh alle ore 11:59 | link | commenti (4)
categorie: pose
martedì, 24 giugno 2008

Aforisma del giorno:

Gli ideali sono come le donne. Bisognerebbe non tradirle e continuare a parlare con altre


postato da: AlessandroBoh alle ore 11:12 | link | commenti (5)
categorie: aforismi
giovedì, 19 giugno 2008

Gattus Vivendi
 
Pavimentazioni del mondo
ti attendono, ai lati tuoi occhi di un plumbeo svanire
Praterie di acqua,
che avversa
 
e tu sei
 
teso su ondate di vita
per l’ondivago gomitolo
un racconto carpito
 
saturi,
come arrivati sospiranti
 
immobile statua di pelle, gracile pura
bruciata di un fascino sì
assunto a religione
ai bordi del letto, il baricentro spostato
leccano il sangue le zampe di creta
e di pancia nel gorgo
qui ed ora
e dovunque
ti vedo lontano,
sparire tra i ciuffi

postato da: AlessandroBoh alle ore 17:27 | link | commenti (9)
categorie: poesia
martedì, 17 giugno 2008

Pensieri sparsi e annoiati
 
Siamo soli con noi stessi, a braccetto con la condanna di quel qualcosa che solo gli altri possono darci
 
I dubbi sono i semi del sogno
 
Se Dio esiste, chi ha creato Dio?
 
Il punto è che la mente si è sviluppata così tanto da accorgersi che la natura del suo involucro è sbagliata
 
Non c’è peggior pazzo di chi non sa di essere pazzo
 
Dio non considera peccato il suicidio, dice solo “Peccato”
 
Quando si ha ragione è più facile avere ragione

postato da: AlessandroBoh alle ore 15:56 | link | commenti (17)
categorie: pose
domenica, 15 giugno 2008

Lullaby for life
 
inclinati ,dal nostro gradiente
avanti, tra uccellini morti al ciglio
il petto ostentato per resa è voluto
l’ultimo bagliore
tetro ghiaccio tra le sinapsi tremare endogeno
attimi di cosiddetta vita, flambé servita
non possiamo vedere, nei campi
quanti agguati
se ci pensi circondati da piazze, vicoli curiosi, abbracciati all’umore
in cui provare l’apnea magnifica,
risoluta nella dipartita che sguardo ne sorrido
al passo di ombre lanciate, in vedute
sceniche e tese
alberi stanchi ed impassibili ci sovrastano
come noi, finito il fiato da lanciare al mondo
pronti per l’unico grandioso tonfo,
di stupore dilaniato
ritirati in una sacca, noi, ad inseguire la scia di stelle e petardi ingoiati
per fame di conoscenza
il premio bell’orpello, un senso da concupire
calda lana, caldo filibustiere a volte
ci distoglie da altro, giocando con i suoi ninnoli
susseguono immagini
e suoni
fino all’ossessione da plasmare
perché in fondo non c’è, lo creiamo
per giustificarci
e solo direi
per non pensare di essere uno errore nel calcolo degli altri

postato da: AlessandroBoh alle ore 11:21 | link | commenti (2)
categorie: poesia
sabato, 14 giugno 2008

Annuncio, prendendone la responsabilità, che Lullaby è la mia parola inglese preferita

postato da: AlessandroBoh alle ore 18:34 | link | commenti (4)
categorie:
venerdì, 13 giugno 2008

Uno, due, tre
 
Scosceso dentro.
nel vuoto di un nastro ritmico, si quello
attraversato nel mezzo
ad un occhiata lanciata nel buio
Secca traiettoria di ago e filo di Reali di Creta
in sibili di vita mai dritta
lunga come la distanza fra me e te
 
(La musica come rumore del cervello)
 
Ellittici capogiri prendono possesso,
loro carichi di esperienza
sbattono i piedi a mo’ di fanfara
astuti nella loro melodia,
di fogge rosse mischiate al bianco
Ci diamo troppo le spalle, pensavo tra le mie dita
forse attratti da echi nostri, di lontane e sconosciute provenienze
purtroppo,
che danno non capire
quegli echi lanciati con cura e speranza al mondo
lasciati alla variabile x di Dio
speriamo sussurri ai passanti,
che non sia morto quel giorno
che abbia ancora polmoni da sacrificare
Tanto puri da farne il giro a balzi
alcuni sbilenchi per proprietà estesa di coprire
un terreno ampio, fatto a scalini di trompe d’oeil
almeno orme per afferrarci un giorno, vedi, sono esistito
 
Ci capiamo solo noi,
allungando un corpo che ha sognato l’immenso
mangiando tutto di questo sogno,
polvere e sabbia e vento tra le papille
così agrodolce come immaginiamo la perfezione
 
Ti immagino non immaginata, conosco solo il peso dei tuoi sospiri
assaporati solo a mente spenta e fiduciaria
sai quei luoghi comuni che non ci piacciono
solo perché comuni
nelle tue braccia riconoscerei il passato
tutte le volte che sei stata risucchiata dal mare
e hai dovuto asciugarti
 
Ho voglia di chiudere gli occhi e sporcarmi fino a cambiare colore
 
Il mio zenit, avido ne sono aggrappato e trafitto
Io sono solo quel punto della durata di un secondo
Il resto è giornaliero mangime nella tana del Diavolo
 
Mischiati anche in questo,
nell’odio dei momenti sospesi di carta coperta al tavolo
nel suo amore, carta scoperta
esaltata dal possibile,
più profondo,
di un bacio che si suicida durante, ha vissuto
quel senso che è il solo padrone
forse per indecisione degli altri
 
Scosceso, a capriole caduta verso quel posto
mi basta sorridere e passarmi la mano tra i capelli
oddio, chi sono
l’affitto per le emozioni
Ecco,
risucchiato dalle colline
E’ questa frammentazione impossibile che voglio
vederti sorridere mentre impreco che ho finito la birra
 
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 09:46 | link | commenti (6)
categorie: poesia
mercoledì, 11 giugno 2008

Filtrata dalla notte
 
Nel caleidoscopio, esploso di ore ed attimi sgrondanti
dentro con passi accorti, di lepre istigata
vedo colare me stesso,
e mi accarezzo sui palmi cercando di trattenere
prima che il tempo rimischi le carte
 
Tutto è conseguenza del cavalcare del bardo
spaventapasseri ai lati,
nei campi,
cantano il loro amen
sotto la volta, sempre pronti loro
 
La vita, caro ronzino
una febbre che prende le ossa
posata come sa fare solo il loto
nuova pelle alchemica
le scalda pronte allo slancio, di purificato istinto
si corre nei campi sterminati
lungo le insenature degli aratri
e poi, per vezzo o virtù, le si trafigge
trasudando l’inettitudine che brucia i versi
e la gloria di un rampicante all’ombra di scottature
in sbalzi alcolici e fame divorata
 
Schernito gentilmente da ciò che manca, luce rossa su di me
sarebbe bastato uno sguardo a riempire
un calare di uccelli
dovetti sublimare
e calarmi nel pozzo

postato da: AlessandroBoh alle ore 13:44 | link | commenti (4)
categorie: poesia
giovedì, 05 giugno 2008

Burro
 
immobile, discerneva il suo giardino
piante di pose,
pianti e metafisica
simboli (impossessati) di un corpo,
suo eremo all’occhio famelico
sempre socchiuso mai chiuso
con dentro l’odore istintivo delle strade incrociate
i visi, i controvisi
nascosti tra i lineamenti
le battaglie,
a debellare ed amare la consistenza della staticità
lo vedresti a saltellare sui sassi nei greti
quasi un destino che riempie le ore di punti da unire
stratificato in mappe cieche
e sacche di assenza in cui coricarsi
portato di getto a sola pelle
sorrisi di radici amputate, come risultato di fiori
al riparo da soli e stelle irriverenti
il mare, dolce padrone
dissolte le onde come pensieri senza briglie
ammaestrati da sé stessi
sostanza di sostanza volubile,
composta a schemi improvvisati che ledono il ferro
in misteriose nuove leghe
buone,
per nuvole e baci

postato da: AlessandroBoh alle ore 14:03 | link | commenti (6)
categorie: poesia
lunedì, 02 giugno 2008

Di fronte lungo e dentro di te
 
chiusi gli occhi, allontanate le polveri
intersecate allo spasmo,
intermezzo nel fluido si muove
e tristi parole rampicanti alla schiena
brusio nato
di dita su pelle
le pustole troppo terrene
in bolle
da trafiggere risucchiato
 
Sono per trasfigurazione, per assenza ne vivo
la mia risposta a mille linee
nel cunicolo, tana, letto sospeso
essenza sempre troppo lontana
quel velo di fronte, che è velo
e si poggia e scivola e vergine
muore di bianco
e nero ricamato alle sponde
a nutrirlo
 
Siamo distesi ogni giorno
per non essere più quel buffo silente fardello
a noi stessi
e al fantasma che amiamo,
nutrito lui di sudore, pensieri arditi
 
sempre pronti e innescati
sempre gracili, pieni
vediamo e lecchiamo il tuo sangue
 
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 11:57 | link | commenti (7)
categorie: poesia
sabato, 31 maggio 2008

Il filo teso
 
 
Avida,
Lo zenit di pece, uno schianto
dei sensi
umori,intagliati e ingabbiati
ballate di ombre,
all’ombra
con occhi sfuggenti scavati
di fosse
disgregato, dai fiumi irriverenti
agli argini, sfociano al cuore
 
e perdita fu
la sillaba del quid universale, fragile
afferrate, il passato svestito e rincasato
 
da mani forgiate in quieti societari mattatoi
 
il groviglio che avanza, il groviglio che avanza
mensilmente il mio mestruo
mettiti in pace, la notte di stelle appese
e ingozzate di luce
ti aspetta
caduco il passo in avanti
stentato nel gioco ti prendo e ne muoio
celato tra l’erba il serpente
nutrito di me
sempre diverso per regola, proiezione
i dintorni mi girano
attorno
in mani, bocche, occhi di mille facce e facciate 
Giaccio in un quadro cubista
Soggiace
sopra la mente
come chiodo senza bisogno di quadro
 
 
 
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 14:51 | link | commenti (13)
categorie: poesia
giovedì, 29 maggio 2008

Pensiero del giorno:

Se assumiamo l’incoerenza come coerenza all’incoerenza, allora la coerenza è possibile

 


postato da: AlessandroBoh alle ore 19:47 | link | commenti (8)
categorie:
mercoledì, 28 maggio 2008

Aforisma del giorno:

La cultura è come un vasetto di yogurt. Bisogna ricordarsi che scade e che il resto è riutilizzabile

 

 


postato da: AlessandroBoh alle ore 15:26 | link | commenti (3)
categorie: aforismi
martedì, 27 maggio 2008

MetroRequiem
 
Colata dagli altoparlanti, invisibili come Dei che scherzano
Una voce plasmata su orecchie
troppe prese da saltarne il buco
E raschiare il fondo del cuore
e delle membra
donate in sacrificio con l’infinito come suono interiore a chiudere
il dare ed avere ed il giacere salvi
Senza resi ed inganni e fragili letti per membra pesanti
La venuta nelle lande dove il sole non sorge
Ma vive di nascosto tra i marciapiedi
Nell’ipnosi dei neon, nei semafori
Nei mille sguardi che hanno imparato a rubarlo
In cani sempre vigili e strade schizofreniche
Strade che hanno sezionato il suolo in dieci cento mille fiumi,
milioni di possibilità che hanno abortito la coerenza
E patteggiato la coesistenza sulle rotonde mais oui sir
Grandi occhi di donna famelica dagli sguardi decisi e assatanata
tra i denti di plastica che piano piano possono accarezzare
Su questo immenso corpo, luogo di esaltazione per scontri di atomi, carico di nervi e infossamenti
Si getta la vita come fiches alla roulette
Rosso nero giallo verde grigio
Abbandonati improvvisamente alle mani e alle bocche
A cuori esplosi ed implodenti
In un meccanismo di orologio ad acqua pesi e scricchiolii
Con le lancette delineanti un orizzonte mai così vicino, sempre lontano nel suo pieno
Sotto le suole instabili per voglia e vicinanza
Ad un fuoco artificiale, come tutto in fondo
La novità arriva prima di sé stessa, la vedi negli infiniti tombini e nelle sbavature dei colletti e dei rossetti
Il vuoto, caro calderone caldo su pelle
ti può appartenere solo per difesa, per trasfigurazione di ciò che intravedi e proteggi
nel ritorno di un eco lontano che ora vaga come fantasma
Un brivido sempre nuovo, compiacente a quello prima e ponte per il prossimo
Le facciate ti si calano addosso, onnipresenti e più onniscienti di te
A ricordarci il sangue versato e donato all’altare di un angelo meccanico
Nei polmoni circoscritti dalle staccionate il profumo di un passato che vogliamo uccidere e poi rianimare
Asserviti ad un tempo che abbiamo costruito, il nostro sacrificio inutile forse
Di riempire tutti quegli spazi vuoti
Che ci hanno denudato e che abbiamo voluto denudare
Bramosi del tutto e nullatenenti del niente
Dei bambini impauriti della lunga gettata della vita
Si costruisce la circonvallazione nella mente, la nostra città interiore che dominiamo
Un proiettile che non arriva mai ed ha bisogno di carne
Macerie da celebrare
Costudite da pochi come sogno parallelo ed alto nel volo possibile
Un etnia che svanisce inghiottita
fino all’ultimo boccone
Metabolizzata,
metropolizzata da leoni sempre scaltri nel luccicare dei loro artigli
Ma non c’è tempo, riempiti fino all’orlo e amanti della tracimazione che ci contagia l’un l’altro
Per i fortunati c’è il numero giusto, giocato per caso quasi,
o per estrema abilità delle viscere
 
 

postato da: AlessandroBoh alle ore 11:36 | link | commenti (7)
categorie:
venerdì, 23 maggio 2008

Poema della birra
 
Esplosa d’istanti,
stretti a sé per esperienza, come ormai impregnato
nelle zone vuote di ossa e muscoli
un po’ carica di vanità, sul capo
Serafica signorina
ti appresti a seminare la radura asciutta
alla mia bocca
che il sole stanco ha scucito
 
E concessi nel giro intorno
di anime frastornate
come zanzare alla finestra
ubriache,
un po’ di normalità e voli sterili
un istintivo naufragare il tuo artigliarmi
cieco palombaro appeso a te
aggomitolato nell’angolo con vista sulle ombre amiche
gli uomini si fanno fiamma
e i sensi rapaci al cuore
come una primavera dalla notte al giorno
 
ogni tanto qualche bussare di cielo
 
nuvole imperiose,
come amazzoni
avvolti, i nostri occhi pregni di sospiri
stringendo ai punti labili
costruisci l’istante
dal fango, una luce fragorosaliquida
si arriva distesi obliqui, nuovi
nella possessione,
noi ringraziamo

postato da: AlessandroBoh alle ore 11:54 | link | commenti (4)
categorie: poesia
giovedì, 22 maggio 2008

Aforisma del giorno:

Amiamo la notte perchè possiamo completarla, come la luce fa con noi.


postato da: AlessandroBoh alle ore 09:39 | link | commenti (3)
categorie: aforismi